Riccardo EL

Da bambino ho incontrato il diavolo, credetemi. E so ancora dove si trova. Tornerò quando avrò ottenuto ciò che ho sempre desiderato, per ringraziarlo.
Negli ultimi due anni ho avuto l'opportunità di realizzare una decina di cortometraggi. Per il resto leggo tanto, scrivo tanto. Ma come diceva Goethe: "Ogni parola che si pronuncia suscita l'idea del contrario". Allora dico che leggo poco, scrivo poco.
In realtà non faccio niente e aggiungo: continuerò a non fare niente. Sono condannato a questo.
Tornando ai miei cortometraggi, alcuni verranno postati qui e introdotti da un racconto di quello che è avvenuto dietro la macchina da presa. Altri verranno condivisi su richiesta. Per evitare di suscitare la vostra curiosità di persone sicuramente morali dico solo che uno di questi non lo posso condividere in quanto passibile di denuncia.
Non sono mai stato capace di presentare la mia persona. Da dove si comincia e come si finisce - senza dimenticare che esiste una terra di mezzo - non ne ho la più pallida idea. Secondo me in una buona presentazione non ci vuole un'introduzione, non ci vuole uno sviluppo e sul finale della presentazione, secondo me, ci vuole un accordo dissonante. Per finire ecco quindi un accordo dissonante: vorrei scagliare il mio cinema contro chi non sopporta il mio cinema e la mia persona.
L'amante
RICCARDO EL - ITALIA, 2024 - 7 MIN
La prima volta che ho tentato di girare questo film non è andata bene.
Le temperature erano impossibili. Se in un primo momento l'alcol è stato d'aiuto, con il passare delle ore la situazione è sfuggita di mano.
La cosa peggiore che può capitare a chi fa cinema è quella di non riuscire a portare a termine le riprese. Pericolo scampato: non sono nemmeno riuscito a cominciarle.
La seconda volta che ho tentato di girare questo film ci sono riuscito.
Ho cominciato dopo cena e concluso la mattina del giorno seguente.
Ad un certo punto si è scaricata la batteria della macchina fotografica. Nessun problema: sono tornato a casa, l'ho messa in carica e sono tornato in strada.
Volevo solo dimenticare l'incidente della prima volta e portare a termine il film.
Ho smesso di raccontare cosa significano i miei lavori.
All'inizio mi importava molto che lo spettatore capisse le mie storie. Una sera ho cambiato idea: se uno capisce le mie storie significa che ho sbagliato qualcosa. L'unica cosa che posso dire è che si tratta di un film sull'amore non ricambiato. Il resto dipende da chi lo vede.